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LA CATTEDRALE DI CREMONA

Facciata della Cattedrale di Cremona
Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017


La facciata principale
La facciata principale della Cattedrale prospetta su quella che è sicuramente per Cremona, ma non solo, la più bella piazza storica di epoca medioevale, spazio che racchiude attorno a sé da un lato, oltre alla “chiesa madre”, l'ottagonale Battistero, eretto nel 1167, e il Torrazzo, possente torre merlata di 111 metri edificata in due momenti, ante 1276 la torre quadrata e tra il 1284 e il 1305 il coronamento ottagonale, mentre la fronteggiano il Palazzo Comunale, il cui primo nucleo data al 1206, e la Loggia dei Militi, edificata nel 1292.
La fronte quale oggi appare è, ovviamente, il risultato di un progressivo sedimentarsi di epoche diverse e tutti questi segni costituiscono, nel loro insieme, la particolare caratterizzazione di questa facciata. Successivo al 1190 è così il rifacimento del portale maggiore ad opera di un maestro campionese, mentre molti sono i decori scultorei di epoca romanica che, per la loro posizione eccentrica, si pensa facessero parte della prima cattedrale, fondata nel 1107, ma in gran parte distrutta nel 1117 da un terremoto e la cui ricostruzione riprese solo nel 1129; è questo il caso del Toro, del Leone e dell'Angelo, simboli degli Evangelisti Luca, Marco e Matteo, collocati nella parte alta del portale centrale, dei due telamoni, reimpiegati nella porta maggiore, e dei quattro bellissimi Profeti che fungono oggi da stipiti dello stesso ingresso (Daniele ed Ezechiele a destra e Geremia ed Isaia a sinistra).
Questa porta centrale, la più antica, risulta inquadrata dal protiro a due piani realizzato alla fine del Duecento e che, nella parte inferiore, si appoggia su due leoni accovacciati di Giambonino da Bissone (1285), mentre nella parte alta, proprio sotto la tribuna, è stato ricollocato alla fine del Duecento il bel Fregio dei Mesi (riferito ad un maestro già attivo a Parma nel cantiere dell'Antelami) vero e proprio calendario di pietra che scandisce il tempo secondo la concezione medioevale, incentrata sul lavoro agricolo tipico del mese ed il relativo segno zodiacale. Interrompe questa sequenza orizzontale una lastra con l'effigie di un vescovo (forse Sicardo eletto nel 1185) che funge da piedestallo alla Madonna, punto focale del protiro ornato da tre statue a tutto tondo, uno degli episodi più alti dell'apparato scultoreo della facciata, raffiguranti, al centro, la Madonna col Bambino con ai lati i copatroni cittadini, Sant'Imerio Vescovo e Sant'Omobono; sono opere degli inizi del '300 di Marco Romano, uno scultore di origine romana, ma di formazione senese. Nel 1274 fu, invece, il comasco Jacopo Porrata a realizzare il nuovo rosone che andava ad ingrandire quello precedente.
Dalla fine del '300 fino agli ultimi decenni del '400, l'impianto strutturale dell'edificio e la facciata non subirono altre modifiche e solo nel 1491 ebbe inizio la complessa e definitiva trasformazione classicheggiante della facciata principale che venne così ad assumere l'attuale elegante, ma composito profilo con le sue quattro nicchie affiancate da due tondi con i busti di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, le volute laterali, il timpano, con le insegne pontificie aggiunte successivamente in ricordo del vescovo Nicolò Sfondrati, divenuto papa Gregorio
XIV, e la terminale cuspide marmorea. L'incarico per la sopraelevazione della fronte fu affidato ad Alberto Maffiolo da Carrara, mentre della realizzazione del portico in marmo detto Bertazzola, che andava a sostituire lungo tutta la facciata il precedente in legno, fu incaricato Pietro da Rho, che dal 1495 operò anche sulla fronte ( sue sono le quattro statue delle nicchie dell'attico raffiguranti da sinistra i Santi Marcellino, Pietro e Paolo Apostoli e Pietro Esorcista). Questa riforma si completava nei primi due decenni del '500 con la costruzione, ad opera di Lorenzo Trotti, subentrato a Pietro da Rho nel 1515 anche nella commissione relativa alla Bertazzola, sia della porta d'accesso all'antico Camposanto dei Canonici (1513), posta a destra, sia dell'ingresso al cortiletto del Torrazzo (1514) che venne nel 1525 “ingabbiato”dall'elegante loggia di carattere albertianobramantesco. Prima di lasciare la piazza per fare il periplo della Cattedrale, andando ad ammirare le facciate dei transetti e la zona absidale, conviene soffermarsi un attimo sul grande orologio astronomico che campeggia sul Torrazzo sopra lo stemma della città, superba realizzazione della tarda età rinascimentale ideato nel 1583 da
Giovan Francesco e Giovan Battista Divizioli ed in grado, grazie al complesso congegno ancora conservato in situ, di indicare le ore, i giorni, i mesi, le fasi lunari, le eclissi di sole e di luna e le congiunzioni zodiacali.


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