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CREMA: dalla Preistoria alla Signoria

Crema
Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018


La preistoria
Anticamente invaso dalle acque, il territorio cremasco ne emerse lentamente, rimanendo a lungo circondato dalla grande palude del lago Gerundo. Esemplari di fauna e manufatti ritrovati fanno risalire il popolamento della zona al quarto millennio a.C. Le successive testimonianze in bronzo e i reperti ceramici individuano le popolazioni stanziate sul territorio cremasco in epoca preromana come liguri, veneti, insubri e cenomani.
Nel III secolo a.C. i romani occuparono la Gallia Cisalpina deducendo proprie colonie a Milano, Bergamo,Treviglio, Lodi, Piacenza, Pavia e Cremona. In area cremasca se ne hanno testimonianze diffuse, più consistenti in epoca tardoimperiale (notevole l’insediamento di Palazzo Pignano).
La fondazione
Secondo la tradizione,Crema venne fondata il 15 agosto 570: spinti dalla minaccia longobarda, gli abitanti della zona si rifugiarono nella parte alta dell’isola, approntandola a difesa sotto la guida di Cremete, conte di Palazzo Pignano, e di Fulcherio. Da loro deriverebbero i toponimi Crema e Insula Fulcheria, anche se oggi si pensa al processo inverso - la creazione dei due personaggi a partire dai toponimi - e si evidenzia il calco delle origini di Crema su quelle di Venezia.
Lasciti longobardi si hanno nella toponomastica (suffissi in “-engo”) e in una nutrita serie di reperti (significativi i sepolcreti di Offanengo e Ricengo).
Il libero comune
Nei documenti l’Insula Fulcheria è attestata dal 1040 e Crema dal 1072, ma il castrum Cremæ si era sviluppato ben prima, favorito da Milano e osteggiato dalle altre città fluviali. Nel 1098 le difese cremasche fronteggiarono il primo di una lunga serie di scontri armati con Cremona, cui l’Insula Fulcheria era stata concessa da Enrico III nel 1055.
L’intesa con Milano contro Cremona e Lodi proseguì nel XII secolo, quando i liberi co-muni si scontrarono con l’impero germanico. Nella sua seconda discesa in Italia Federico Barbarossa assediò Crema (luglio 1159 - gennaio 1160) e Milano, le espugnò, le saccheggiò e le ridusse in macerie. L’assedio di Crema fu contrassegnato da atti di crudeltà da ambo le parti; in particolare si ricorda l’episodio degli ostaggi cremaschi legati alle torri degli assedianti. Vittoriosi a Legnano (1176), i liberi comuni ebbero riconosciute le proprie autonomie dalla pace di Costanza (1183) e il 7 maggio 1185 lo stesso Barbarossa diede solenne avvio alla ricostruzione di Crema disegnando un nuovo e più ampio tracciato delle mura comprensivo dei borghi di San Benedetto, San Pietro e San Sepolcro. Nella città ripopolata sorsero nuove abitazioni e botteghe, strade e corsi d’acqua fu-rono riattati e potenziati, le rive di rogge e canali fiorirono di mulini, segherie, magli e altri opifici, grandi opere pubbliche furono intraprese per la difesa (mura, torri, porte, fossati, terrapieni, il castello di Porta Serio) e il decoro della città (rifabbrica del Duomo 1284-1341,Torre Guelfa 1286).
La signoria
Esplosa anche a Crema, come in tutta Italia, la lotta tra guelfi e ghibellini, dopo espulsioni, incendi e devastazioni reciproche, interventi di autorità imperiali e religiose, nel 1316 i guelfi cremaschi, guidati dai Benzoni, s’impadronirono della città espellendone i ghibellini. Il sodalizio con Milano si divaricò nel sostegno ai guelfi Torriani o ai Visconti ghibellini. Le lotte civili portarono ad accentrare il potere nelle mani di singoli personaggi e all’instaurazione delle signorie. Dopo una breve parentesi sotto il dominio della Chiesa, il 18 ottobre 1335 Crema si arrese ad Azzone Visconti.
Di questo periodo è la conclusione della rifabbrica del Duomo, che si accompagnò alla costruzione delle chiese di San Marino, Santa Elisabetta, San Pietro Martire, San Michele e annessi conventi, della Domus Dei (poi Ospedale Maggiore) e del castello di Porta Ombriano. Morto Gian Galeazzo Visconti, a Crema si affermò la signoria dei fratelli Bartolomeo e Paolo Benzoni (1403-5) e del nipote Giorgio (1405-23), che dovette però riconoscere la sovranità di Filippo Maria Visconti e fuggire a Venezia allo scoppio delle ostilità fra questa e Milano. Ventisei anni dopo i veneziani assediarono Crema, che il 16 settembre 1449 aprì le porte al Leone di san Marco. Con la pace di Lodi (1454), Venezia riconobbe Francesco Sforza duca di Milano ottenendo Bergamo, Brescia e Crema.


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