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DRIZZONA

Drizzona

Secondo don Domenico Bergamaschi, parroco di Drizzona alla fine del XIX secolo ed autore del libro “Il Comune di Drizzona e sue frazioni – cenni storici” (Firenze 1896), l’etimologia dell’attuale comune si rifà a più antiche denominazioni, quando Drizzona era detta Terzona e Dertona, che significa casa nuova, forse perché distrutta al tempo delle guerre civili d’Italia e poi rifabbricata all’epoca feudale o dei comuni.
Per le notizie relative agli antichi abitatori di queste terre, lo zelante parroco non poteva che affidarsi a passi di autori latini, dato che solo da pochi anni erano iniziati i primi scavi. Le ricerche hanno permesso di ritrovare numerose tracce di vita preistorica; reperti palafitticoli della civiltà delle terramare, lungo il corso del fiume Oglio, armi rustiche ed utensili di pietra ed osso nei pressi di Drizzona, Lagazzi, Vho, Piadena. Il territorio fu, quindi, ben presto abitato, specialmente nelle zone più elevate, dato che la presenza del fiume Oglio aveva, con le inondazioni, modificato irregolarmente il terreno (non protetto da un sicuro sistema di argini), creando altopiani e bassure.
Si deve all’infaticabile opera dei frati benedettini l’attuale assetto del territorio, reso fertile e salubre grazie ai vasti lavori di bonifica compiuti, in special modo, dai Benedettini di San Lorenzo di Cremona che, nel 990, ricevettero queste terre dal vescovo Olderico, perché la dissodassero. All’incirca a questa stessa epoca si deve far risalire la nascita dei villaggi di Mossonigola e Castelfranco, sorti allo scopo di fronteggiare, con rocche e castelli, i vicini borghi mantovani e bresciani.
Per trovare notizie certe di Drizzona bisogna giungere all’XI – XII secolo, quando di una parte delle terre venne investita la famiglia De-Ho (da quel momento detta Drizzona dal nome del proprio feudo) pur rimanendo proprietario delle restanti terre il vescovo di Cremona. Lo stemma della famiglia De-Ho è, oggi, in gran parte ripreso nello stemma del comune.
A partire dal Medioevo il territorio di Drizzona vide l’alternarsi di molti feudatari, alcuni residenti in loco o con un loro rappresentante presso il vicino e più importante borgo di Piadena, altri stabilitisi qui temporaneamente e solo investiti di queste terre, dalle quali ricavano varie rendite tramite i dazi e l’imbottato (tassa sul vino), il fieno e i foraggi in genere. Così nel 1388 il vescovo di Cremona concesse in feudo perpetuo a Galeotto de Casate, milanese, i beni e i diritti a lui spettanti nelle curie di Piadena e Drizzona, mentre nel 1488, cent’anni dopo, essi passarono alla famiglia Oscasali di Cremona.
Al principio del XIV secolo, poi, i De-Ho, ormai decaduti, non figurano più come feudatari di Drizzona; le loro terre sono infatti passate in parte, per acquisto o per eredità, ai signori Scalona. Nel 1468 il territorio di Piadena, con il suo distretto, compresa Drizzona, è sotto la dominazione dei Visconti e giura fedeltà al duca Galeazzo Maria.
Nei secoli XV – XVI – XVII questa zona ebbe molti feudatari, che in cambio dei servizi prestati o in virtù di grosse somme di denaro, ottennero le terre di Drizzona e dei paesi limitrofi. Così nel 1494 il feudo appartenne a Gaspare S. Severino, conte di Caiazzo, che lo perse e lo riacquistò per tre volte, trasmettendolo poi nel 1526 ad un probabile nipote, Giulio Sanseverino. Nel 1536, dopo essere tornato alla Camera ducale di Milano, con un decreto dell’imperatore Carlo V nuovo padrone, il feudo passava, per i servigi prestati nella guerra contro i turchi, al generale Giovan Battista Castaldo, mentre nel 1590 Luigi Caraffa di Marra, principe di Stigliano, lo acquistava dalla corte di Spagna per 15.000 ducati (insieme a Tornata, Calvatone, Romprezzagno, Piadena, Castelfranco).
Questo lungo dominio terminò nel 1689 per l’estinzione della famiglia; il feudo fu smembrato e il territorio di Drizzona, con Piadena, Voltido e Castelfranco, fu dato alla famiglia Araldi che, però, non vi dimorò mai.
Nel 1706, con la fine della dominazione spagnola in Lombardia, Drizzona cessò di essere un feudo, anche se gli abitanti subirono, come il resto della regione, il dominio di altri stranieri, i francesi prima e gli austriaci poi, sino al sorgere della tanto attesa unità italiana.



Sito: http://www.comune.drizzona.cr.it


Informazioni

 
 
 
Distanza capoluogo (km): 29
 
 
 
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