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Territorio

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UN PO DI BICICLETTA

Cicloturismo

La Pista delle Città Murate unisce i due Parchi regionali dell’Oglio Nord e dell’Adda Sud passando per la valle dei Navigli. Il progetto è integrato con il Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Valle del Serio Morto e tocca le località di Soncino, Genivolta, Soresina, Cappella Cantone, San Bassano, Formigara, Pizzighettone.
La Pista del Canale Vacchelli unisce i tre Parchi regionali dell’Adda, del Serio e dell’Oglio Nord ed i Parchi Sovracomunali del “Moso” e del “Tormo” passando per Genivolta, Cumignano sul Naviglio, Trigolo, Fiesco, Salvirola, Izano, Crema, Cremosano, Trescore Cremasco, Bagnolo
Cremasco, Vaiano Cremasco, Monte Cremasco, Palazzo Pignano, Dovera, Pandino, Spino d’Adda e Merlino (LO).
La Pista del Po è un percorso interno al Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Golena del Po. Inizia a Cremona e termina a Casalmaggiore toccando Gerre de’ Caprioli, Stagno Lombardo, San Daniele Po, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo, Martignana Po e Gussola.
La Pista Antica Regina prevede la riqualificazione della Strada ex Castelleonese e da Cremona arriva a Castelverde, Costa Sant’Abramo, Sesto ed Uniti, Annicco e Soresina, dove si collega alla Pista delle Città Murate.
Ancora in fase di progettazione la Ciclabile Postumia, da Cremona a Calvatone, che si snoda lungo le tracce della Postumia romana unendo il capoluogo al Parco dell’Oglio.
Nell’affrontare gli itinerari descritti si ricordano in ogni caso alcune buone norme di comportamento da applicare anche nell’uso quotidiano della bicicletta:
• usare sempre il casco
• utilizzare una bicicletta adatta al fondo del percorso scelto
• vestirsi in maniera adeguata
• non sovraccaricarsi con zaini o sacche ma utilizzare le apposite borse da agganciare al portapacchi
• prestare sempre attenzione, anche nei percorsi riservati, per la possibile presenza di mezzi motorizzati autorizzati ma anche di maleducati che utilizzano le piste ciclabili come comoda scorciatoia
• sulle strade aperte al traffico pedalare preferibilmente tra le 09,00 e le 11,30 e tra le 14,00 e le 17,00 per evitare il traffico, a volte intenso, dei pendolari
Non è stato riportato l’andamento altimetrico giacché i percorsi sono tutti pressoché pianeggianti.

Fin dal 1998 la Provincia di Cremona ha sviluppato studi ed approfondimenti tesi alla valorizzazione del proprio territorio, tra i quali l’analisi di fattibilità di alcuni itinerari ciclabili.
La realizzazione dei primi quattro percorsi, il più possibile di natura protetta, è stata favorita dalla presenza di una rete già esistente di strade secondarie al servizio di canali, navigli, fiumi, ecc. In quest’ottica la costruzione e la costante manutenzione di un percorso ciclabile va mirato alla corretta gestione del territorio, al presidio agricolo, al controllo ambientale.
Nella pianura cremonese i percorsi ciclabili sono in sostanza di interesse naturalistico, storico ed architettonico. L’aspetto naturalistico, ambientale e paesistico si risolve in larga misura nell’attraversamento di una campagna molto segnata dal lavoro secolare dell’uomo e solo in alcuni casi puntuali è ancora leggibile un ambiente “naturale”. Sono generalmente brani di territorio collocati nei pressi di corsi d’acqua o a quello che rimane del loro vecchio percorso (bodri, lanche, ecc...).
La stragrande maggioranza dei percorsi si svolge però nella classica
campagna padana, dove già il distinguere le differenti modalità di antropizzazione tra le diverse aree provinciali è un buon livello di conoscenza del proprio territorio. Quanto all’aspetto “storico” qui ci riferiamo ai centri abitati che sono attraversati o lambiti dai percorsi ciclabili, compresi anche piccoli centri o cascinali isolati che per qualità, tipologia e conservazione vanno conosciuti da un turismo lento e meditativo.
Si sono quindi evidenziati gli aspetti architettonici emergenti quali palazzi, pievi, chiese, ecc... e naturalmente corroborati da adeguate occasioni dimostrative. Gli itinerari che qui di seguito si propongono non hanno la pretesa di ritenere chiusa o esaustiva la proposta provinciale, ma riassumono, in modo concreto, le idee, i progetti, i desiderata che i vari soggetti coinvolti hanno nel tempo elaborato. I primi quattro percorsi realizzati innervano il territorio provinciale collegando il capoluogo ai centri maggiori della provincia, unendo le valli fluviali, le emergenze
paesistico-ambientali e su cui si potranno attestare una rete minore di percorsi o piste progettate o gestite dai comuni.


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