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Un viaggio racchiude in sè una miriade di immagini di emozioni di odori e di sapori indimenticabili.

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ITINERARI RELIGIOSI TRA ARTE, FEDE E TERRE FLUVIALI

CASTELLEONE - SANTA MARIA BRESSANORO

Devozione Mariana nelle terre del Serio e dell’Adda


Crema e i suoi Santuari (percorso A)


Lo scorrere dei secoli ha lasciato segni profondi nelle terre lambite dall’Adda e dal Serio, nella cultura come nella storia della comunità, animata da una grande devozione alla B.V. Maria.
Lo testimoniano, in particolare, i molti luoghi di culto eretti dal Medioevo ad oggi in queste terre, in cui si ritrovano i segni della fede del passato che si coniugano con quelli contemporanei.
Un itinerario dedicato alla scoperta di tali luoghi ci fa immergere immediatamente in quell’atmosfera, raccolta e silenziosa, di ricerca interiore, passando da Chiese, Santuari e Monasteri, sulle orme di miracoli e apparizioni come la storia locale e le fonti ci narrano.
Il viaggio inizia dalla bellissima cittadina di Crema, proprio in centro città nella Cattedrale, il Duomo dedicato all’Assunta e parzialmente distrutta da Federico Barbarossa a seguito dell’assedio nel 1159.
Lo stile architettonico è gotico lombardo, con la presenza di una facciata slanciata a bifore e rosone centrale dominante, in uno scenario artistico di pregio proprio accanto al palazzo Comunale, al palazzo Pretorio ed a quello Vescovile, a cui si accompagnano edifici con linee in stile barocco e rococò.
All’interno del Duomo di Crema è conservato un antico e miracoloso crocifisso ligneo risalente al 1275 e tele di autorevoli artisti tra cui Vicenzo Civerchio, Guido Reni e Giovanni Battista Lucini.


Da qui, a brevissima distanza, si può raggiungere la Basilica di Santa Maria della Croce, raro quanto particolare esempio del Rinascimento lombardo, con pianta centrale e ricco di tele di Benedetto Diana, Antonio e Bernardino Campi. La decorazione della cupola e dei bracci (nord e sud) sono di Giacomo Parravicino (1660-1729), dei fratelli Giovanni Battista (1643-1718) e Gerolamo (1658-1718) Grandi, e dei fratelli Giuseppe (1710-1808) e Giovanni (1719-1811) Torricelli.
Particolare anche la storia così come le fonti e la tradizione religiosa la tramanda: in loco esisteva un bosco, dove Caterina degli Uberti venne ferita a morte dal marito il 3 aprile 1490. Invocata la Madonna per non morire senza i sacramenti, Caterina venne esaudita. A seguito di miracoli avvenuti il 3 maggio successivo, la città decise di erigere un santuario che fu terminato nel 1500. Fu affidato a Giovanni Battaglio, allievo del Bramante, che si rifece a disegni di Leonardo. Il santuario è a pianta centrale e nello stesso tempo a croce greca. La decorazione della cupola e dei bracci (nord e sud) sono di Giacomo Parravicino (1660-1729), dei fratelli Giovanni Battista (1643-1718) e Gerolamo (1658-1718) Grandi, e dei fratelli Giuseppe (1710-1808) e Giovanni (1719-1811) Torricelli.


Infine, sempre rimanendo in città, ci si può recare alla chiesa della Madonna delle Grazie, che è il secondo santuario mariano di Crema. Venne costruito dal 1601 al 1611 per custodirvi un’immagine della Vergine, venerata fin dagli inizi del ‘500 in un'edicola addossata al vicino torrione e dipinta da Giovanni da Caravaggio (1537). Per decorare l’interno venne chiamato, nel 1641 Gian Giacomo Barbelli (1604-56). Fra straordinarie finte architetture, ha raffigurato i Misteri di Maria. Sull’altare, Santa Maria Maddalena e San Giovanni Evangelista, due statue di Andrea Fantoni (1659-1734). Alla parete destra, l'organo Serassi del 1833.
La città con una cinta muraria ancora visibile in alcuni tratti così come le altre Chiese cittadine possono regalare al pellegrino turista una visione d’insieme ed un’atmosfera spirituale molto particolare, con emozioni che non si scordano.


Viaggio nella fede in terre cremasche (percorso B)


Breve distanza separano tre Paesi nella fascia territoriale a ridosso di Crema, quali Sergnano, Ricengo e Offanengo dove ammirare i luoghi di culto, costellati da una secolare tradizione e fede nella B.V. Maria. Si inizia dal Comune di Sergnano, a circa, 9 Km da Crema, con la visita al Santuario della Beata Vergine Al Binengo. Il santuario sorge sulle rive del Serio nei pressi di Sergnano su un alto terrapieno, località, di origine longobarda, di cui si parla fin dal 1022. La costruzione (risalente certamente prima del secolo XV), forse a seguito di una apparizione o del ritrovamento di una statua della Madonna nel fiume. La chiesetta, architettonicamente molto semplice e graziosa, preceduta da un pronao a tre archi, è arricchita da un ciclo di affreschi, di scuola del Buso, che ne fanno un capolavoro dell’arte popolare cremasca.


Da qui ci si reca alla vicina Ricengo, località di antichissima origine (è stato rinvenuto un sepolcreto di età romana). La Chiesa di Santa Maria in Cantuello al Cimitero, il cui titolo farebbe risalire ai secoli V-VII d.C., la fondazione di una chiesa in questo luogo.
Stabilitisi i Longobardi a Ricengo, la località Cantuello venne demolita, salvo il santuario che, in periodo napoleonico, venne inglobato in un cimitero. Conserva una serie di immagini votive ad affresco che sono tra le testimonianze più antiche e preziose del territorio cremasco. Tali rappresentazioni risalgono al XV secolo e raffigurano la Madonna del latte, santi e anche due monaci.


Il viaggio si conclude a Offanengo, dinamico centro del territorio, con la visita alla Chiesa della Madonna del Pozzo iniziata alla fine del XVII secolo, conclusa e decorata nel 1755. Tuttavia in loco un oratorio (con annesso pozzo) esisteva fin dal 1608.
La chiesa si presenta con tratti lineari e semplici, con un campanile neo-quattrocentesco. All’interno immagine della Madonna con Bambino del XVI secolo. Addossata è ancora l’antica casa degli eremiti terziari.


Terre fluviali, terre di fede (percorso C)


La scoperta di emozionanti paesaggi fluviali, che si collegano lungo le terre del Cremasco, ben si coniuga con la ricerca dei Santuari e Chiese sorti in tempi antichi in queste comunità.
La prima tappa del percorso è al santuario Santuario della Beata Vergine Maria al Marzale, nel Comune di Madignano.
Il complesso sorge su un terrazzo naturale del Fiume Serio, ove scavi archeologici hanno confermato la presenza di una necropoli tardo-romana del III-IV secolo d.C. e di una longobarda altomedioevale.
Il santuario venne fondato da Vinizone dell’XI secolo e qui si firmò la pace tra milanesi, lodigiani e cremaschi nel 1202. L’edificio sacro si presenta, dal punto di vista architettonico, con un tetto a spiovente e un portico che lo circonda per due lati, nonché un alto campanile, torre di guardia ai tempi della signoria Benzoni (sec. XV). All’interno, a capanna, vari affreschi del XIV-XVI secolo (Madonne del Latte). 


Nelle vicinanze, troviamo il paese di Izano, a forte vocazione agricola, con il suo bel Santuario della Beata Vergine della Pallavicina, dal nome della roggia omonima che gli scorre vicina. È stato fondato a seguito dell’apparizione della Madonna a una ragazza avvenuta tra il 13 e il 14 maggio di un anno compreso fra il 1250 e il 1360. Della prima cappella resta un ex voto (Madonna con Bambino) del 1444. Il santuario rinascimentale venne costruito fra il 1542 e il 1570 e affrescato da Aurelio Buso (sec- XVI). Nel XVII furono costruite le tre cappelle a nord: l’altare della Madonna con stucchi e tele di Pombioli (1579-post 1636); quella di San Carlo con stucchi di Giovanni Battista Artari (1664-1730), affreschi di Giovanni Brunelli (1644-1722) e tela del Pombioli; quella di Sant’Antonio con affreschi di anonimo. Il Vescovo di Crema, mons. Cantoni, ha fatto di questo santuario il centro di preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose.


Infine tocchiamo la comunità di Montodine, con il Santuario della Madonna del Rosario, che sorge nei pressi del ponte sul Serio. È un piccolo gioiello del 1611-18. Molto belli gli affreschi di Gian Giacomo Barbelli (1604-56), maggior artista cremasco del Seicento, che ha dipinto – nel 1636 – volta e catino dell’abside con i Misteri del Rosario.


Viaggio nel passato, tra eremiti ed apparizioni (percorso D)


Il fascino delle terre confinanti con il bergamasco, propone un tour alla scoperta dei luoghi che in passato furono animati da eremiti. La storia narra di apparizioni e di comunità devote alla SS. Maria.


Iniziamo dal Santuario Mariano La Madonna delle Assi, sito a Monte Cremasco, a circa 11 Km da Crema. Il complesso,  situato tra Monte Cremasco e Palazzo Pignano, a ridosso del canale Vacchelli, ricorda la miracolosa apparizione della Madonna nella prima metà del XIV secolo.
Il nome del santuario deriverebbe da una precedente cappella in legno.
L’attuale chiesa del XVI-XVII documenta tracce di un edificio più antico; all’interno, degno di nota il piccolo presbiterio, con la venerata immagine ad affresco della Madonna attorniata da angeli musicanti con una fanciulla in adorazione.


Il viaggio prosegue, poi, a Casaletto Ceredano, per la visita al santuario mariano La Madonna delle Fontane, che sorge sopra un fontanile, appena al di fuori del paese, sulla strada che degrada verso l’Adda.
 La leggenda narra che un bambino sordo e muto, smarritosi nel bosco, venne accudito dalla Madonna presso una fontana, ricuperando vista e udito. Fin dal secolo XVIII esisteva in loco una vasca che raccoglieva l’acqua del fontanile. Nel 1667 venne scolpita la statua che ancora oggi vi si venera in santuario (Madonna con il bambino sordomuto). Venne posta in una cappella. Nel 1978 la comunità costruì il nuovo santuario a forma di tenda, benedetto il 13 settembre 1980.


Concludiamo il tour a Moscazzano, con visita al santuario della Madonna dei prati, del secolo XIV. Ha una semplice facciata a capanna e uno slanciato campanile. Totalmente restaurato il santuario ingloba nell’abside una precedente edicola del 1483. Al fianco nord s’appoggia un porticato e una casetta dove in passato dimorava un eremita.


Percorsi di fede: Cremona e il suo territorio


Tour nelle “terre di mezzo”, tra Santuari ed ex Voto (E)


Nella fascia di paesi che separano il Cremasco dal Cremonese, noti dall’antichità per la rigogliosità del patrimonio arboreo e per la fertilità dei suoli, si possono notare molti luoghi di culto, tra cui il Santuario della Madonna della Misericordia, a circa 1 km dal centro di Castelleone.
Il complesso sorge sul luogo dove l’11 maggio 1511 e nei tre giorni successivi, la Madonna apparve a Domenica Zanenga, una povera contadina locale.
Sul luogo sorse subito una cappella, che lasciò il posto nel 1513 all’attuale santuario, edificato in forme bramantesche da Agostino Fondulo e rimaneggiato con l’aggiunta di una campata e di una nuova facciata nel 1910.


Da qui a breve distanza, la visita continua in direzione di Pizzighettone, affascinante paese che sorge sull’Adda, borgo fortificato 20 km a ovest di Cremona, dotato di una cerchia di mura
bastionate tra le più integre ed originali dell'Italia settentrionale. Raro esempio di fortificazione militare concepita nel medioevo, a partire dal sec. XII, ed aggiornata e perfezionata con continuità tra il XVI e il XIX secolo. L'antica piazzaforte, il
cui sviluppo lineare supera i 5 Km, circonda i centri storici di Pizzighettone e del borgo di Gera
con un terrapieno avente un'altezza di ben dodici metri, ogni anno visitata da migliaia di turisti.
In questo ameno luogo turistico, sorge, il Santuario Beata Vergine del Roggione (nell’omonima frazione), dove nel sec, XVII Pietro Grazzani, persona assai devota, fece erigere su di un proprio terreno, attraversato da un roggia, un piastrello con un dipinto che raffigurava la vergine con S. Pietro e S. Bernardino.
La devozione crebbe quando, durante la peste del 1630 si implorò la Vergine qui venerata per la liberazione dal morbo, tanto che proprio in quell’anno, come ringraziamento, si pose la prima pietra dell’attuale Santuario.


Cremona, dalle prime tracce paleocristiane a S. Omobono (F)


Sin dalla sua fondazione (218 a.C.) come colonia romana, Cremona ben presto divenne un importate crocevia di popoli, strategica per la sua posizione baricentrica e vicina al fiumi. Fiorirono i commerci via acqua così come l’arte, grazie all’incontro di culture diverse.
Anche le religioni e le tradizioni di diverse popolazioni si incontrarono proprio qui, sul “grande fiume”.
Tra le mete che i pellegrini possono annotarsi sui propri taccuini, anche per il loro grande valore artistico, le molte chiese della città ricche di opere e sculture.


Il tour inizia dal Duomo di Cremona o Cattadrale di S. Maria Assunta. Il complesso della Cattedrale, cuore della chiesa cremonese, edificata, come attesta la pietra di fondazione nel 1107, distrutta dal terremoto del 1117, viene riedificata a partire dal 1129 in forme romanico-gotiche. Di particolare rilevanza è il ciclo di affreschi cinquecenteschi della navata maggiore.
Comprende anche il Battistero (sec XII) che ospita il museo delle pietre romaniche e il Torrazzo, di epoca medievale che con la ghirlanda del 1305 raggiunge mt 111, la più alta tra le  torri campanarie in muratura.


Da qui, dopo una visita al centro storico, ai violini dei grandi maestri liutai Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù, ci si può recare, tra palazzi medioevali e antiche vie, verso la Chiesa di S. Omobono, patrono della città. L’antica chiesa di S. Egidio è ricordata come il luogo della preghiera quotidiana, della morte avvenuta il 13 novembre 1197 e della prima sepoltura di Omobono Tucenghi, mercante e sarto, vissuto nel secolo XII, iscritto nel catalogo dei Santi il 12 gennaio 1199 dal Papa Innocenzo III, eletto patrono della città e della Diocesi di Cremona.
L’antico edificio venne trasformato nei secoli successivi e decorato in forme barocche nel secolo XVIII. Custodisce l’antico crocifisso legato alla devozione del santo.


Il percorso procede, tra le molte chiese cittadini, veri gioielli d’arte e testimoni di una fervida quanto secolare fede cristiana, verso la chiesa dei SS Nazario e Celso in S. Abbondio, edificata nel secolo XVI.
Da alcune informazioni reperite da fonti storiche, si ha notizie di un precedente edificio risalgono al secolo X. Annesso alla chiesa sorge il Santuario di Loreto, con la riproduzione della S. Casa, edificato dal conte Pietro Ala nel 1625 e l’antico monastero degli Umiliati di impianto bramantesco con il museo laureano.


La venerazione Mariana lungo il Po verso il Casalasco (G)


Il viaggio attraverso i luoghi di culto procede verso la parte est del territorio provinciale, incontrando, dapprima a Derovere, con la visita al Santuario S. Maria Madre della Parola Divina. Il Santuario edificato nel 1712, lungo il canale Delmona, che costeggia l’antica via Postumia, testimonia la tradizione locale di una apparizione della Madonna ad una piccola sordomuta che avrebbe miracolosamente riacquistato la parola.


Da qui ci si dirige a San Daniele, ameno paese lungo il Po, al Santuario della Madonna della Fiducia. Il Santuario viene edificato tra il 1955 e il 1957, con funzioni di chiesa parrocchiale di Isola Pescaroli, come ringraziamento per lo scampato pericolo dalla disastrosa alluvione del 1951.
Qui viene custodita una raffigurazione della Madonna della Fiducia, copia di quella venerata a Roma, benedetta dal Papa Pio XII nel 1942.


Infine, questo primo tour, fa tappa a Casalmaggiore, terzo “polo” del territorio, disposta lungo il grande fiume, con monumenti di assoluto interesse artistico ed una bellissima piazza centrale detta “il Listone”.
Tra i siti religiosi, ricordiamo il Santuario B.V. della Fontana. Il Santuario sorge nel 1471 sul luogo dove esisteva un’immagine mariana dipinta su di un muro, alla cui base sgorgava una sorgente d’acqua, ritenuta miracolosa.
Questo antico luogo sembra possa essere individuato nella cripta dell’attuale santuario, che è meta di pellegrinaggi e di devozioni anche extra-moenia.


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