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Chiesa di Sant'Ambrogio

Chiesa di sant' Ambrogio
Tipologia: Chiesa

L'annesso santuario dedicato a S.Antonio da Padova, realizzato solo nel 1961, nel pieno rispetto del progetto originario steso circa vent'anni prima dall'architetto Giovanni Muzio, è certamente l'ultimo grande edificio sacro costruito a Cremona che possa a tutti gli effetti essere considerato un' opere d'arte sia per valore intrinseco sia per importanza storica.
Questa chiesa ben esemplifica, infatti, la poetica costruttiva del suo progettista, l'architetto Giovanni Muzio (1893-1982) che dedicò una parte importante del suo operato specificatamente all'architettura sacra moderna; nel vasto ed importante catalogo di Muzio ecco quindi spiccare, tra la Cappella del Sacro Cuore dell'Università Cattolica, progettata tra il 1930 ed il 1932, la chiesa milanese di S.Maria Annunciata in chiesa Rossa del 1932, l'Angelicum del 1939 e la Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, proprio la chiesa di Sant'Ambrogio di Cremona, vasto progetto a carattere anche urbanistico, solo in parte però realizzato. Quando, infatti, nel 1934, il vescovo di Cremona Giovanni Cazzani decise di affidare ai Minori Francescani la cura d'anime di un'intera parrocchia, quella di Sant'Ambrogio, il quartiere si raccoglieva ancora disordinatamente, tra case, campi e fabbriche, attorno alla piccola e cadente chiesa omonima che risultava, però, del tutto insufficiente a soddisfare le esigenze di una popolazione in rapida espansione. Serviva, quindi, un nuovo complesso che non fosse solo luogo di culto, ma offrisse anche spazi per particolari momenti di fede (il battistero), per l'associazionismo cattolico (l'auditorium), per la comunità monastica (il chiostro dei frati) costituendosi come vero e proprio polo urbano dal forte valore sociale e religioso.
Giovanni Muzio venne perciò chiamato a dare forma tangibile a questo progetto che a buon diritto entrava nel programma di nuova evangelizzazione promosso dalla Chiesa Cattolica in quegli anni , coadiuvata in questo proprio dall'Ordine Francescano.
Il suo progetto, imbevuto di moderno classicismo, ottenne l'approvazione, nel maggio del 1935, della Commissione Diocesana per l'arte sacra che sottolineava "il senso di semplicità grandiosa e moderna... del complesso architettonico", mentre il 9 giugno 1935, nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal vescovo Giovanni Cazzani, venne posta la prima pietra della chiesa stessa; per l'occasione erano presenti, oltre a Muzio, tutte le principali autorità cittadine e alcuni illustri personaggi non cremonesi che svolsero, però, la funzione di grandi "protettori" dell'impresa quali, in campo religioso, padre Agostino Gemelli, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, e, in campo civile, l'on. Roberto Farinacci.
A padre Pacifico Valugani, nominato Superiore del convento, ed al cugino padre Pasquale spettava ora il gravoso compito di sostenere economicamente il progetto reperendo i fondi necessari, impresa resa possibile dal generoso aiuto di tanti benefattori e dagli interventi delle autorità politiche del tempo come il podestà Attilio Gnocchi a cui si deve l'approvazione, nel bilancio comunale, dell'acquisto per 13 lire il metro di un vasto appezzamento di proprietà dei Minori posto in fondo a piazza Castello dove, poi, sorsero le scuole elementari "Costanzo Ciano" oggi Bissolati. Venne, perciò, costituito un Comitato Esecutivo presieduto da monsignor
Carlo Boccazzi e si moltiplicarono in città le iniziative volte alla raccolta di fondi; così l'8 novembre 1935 si apriva in alcuni locali della Galleria 23 marzo (oggi 25 aprile) una pesca di beneficenza di carattere principalmente gastronomico che ottenne largo successo così da essere ripetuta in prossimità della ricorrenza di S.Omobono anche nei due anni successivi, mentre il 6 febbraio 1936 le maestranze della Cavalli e Poli offrivano a beneficio della nuova chiesa "quintali 3,50 di ferro e la somma di lire 500". Ad un intervento diretto di Farinacci è, poi, da far risalire la cospicua offerta di 25.000 lire decisa dal Duce per "l'erigenda chiesa di S.Antonio a S.Ambrogio" come da lui stesso comunicato al comitato il 10 settembre 1937, mentre nell'aprile del 1938 Farinacci offriva personalmente la somma di lire 15.000 "per onorare la memoria della madre...e con l'augurio che questo suo gesto possa servire d'incitamento ad altri offerenti".
Nel frattempo i lavori proseguivano alacremente ed ad un anno dalla posa della prima pietra, nel giugno 1936, la cripta era già ultimata, nel 1937 si stavano alzando i muri perimetrali che in agosto raggiungevano l'imposta del tetto, mentre nel marzo 1938 la copertura era completata; per tutto questo periodo, come relazionato dalla stampa locale, il cantiere fu spesso oggetto di visite illustri ,diventando una sorta di cantiere-aperto ante litteram, visite che si completavano con la visione dell'esposizione permanente, nella vicina casa Azzolini, dei progetti stesi da Giovanni Muzio nonché del plastico completo di tutte le strutture previste per questo futuro centro di arte e di fede. Tra queste visite se ne ricorda in particolare una del vescovo Cazzani che nell'autunno del 1937 "servendosi delle scale a pioli si portò sulla sommità dell'edificio , percorrendo tutto il fianco meridionale e ammirando insieme lavori e panorama".
Nel maggio 1938 la chiesa era pronta e, dopo tre anni di lavori, il 12 giugno 1938 alla presenza del cardinale Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, e di tutti coloro che avevano sostenuto la realizzazione di questo nuovo edificio religioso si svolse la grande processione che trasportava il Santissimo dalla vecchia chiesa di S.Ambrogio al nuovo tempio che univa alla vecchia titolazione la nuova dedicazione a S.Antonio da Padova quale sede del santuario di questo importante santo francescano. Per completare però questo centro di spiritualità antoniana mancava ancora il santuario vero e proprio che, secondo i progetti di Muzio, doveva sorgere lungo il fianco destro della chiesa, in piena continuità stilistica con questa , ma la cui realizzazione venne procrastinata prima dallo scoppio della seconda guerra mondiale e dalle vicende storiche ad essa connesse e poi dai problemi legati al dopoguerra. Solo nel 1959 i tempi della sua realizzazione erano finalmente maturi e nel giro di due anni si realizzava anche questa porzione del progetto inaugurandola nel giugno 1961 proprio in prossimità della festività di S.Antonio. Non tutto quanto disegnato da Giovanni Muzio aveva avuto pratica realizzazione, nè l'avrà in seguito, sulla carta sono rimasti il campanile, il battistero e una parte del monastero, ma anche solo quello pienamente realizzato costituisce già un complesso architettonico di pregio e punto di riferimento importante nel campo dell'architettura sacra contemporanea.




Indirizzo: Via S. Francesco D'Assisi,5 - CREMONA - Cremona
Telefono: 0372 38351
Sito: http://www.diocesidicremona.it
Orario:

Orari: da Lunedì a Domenica ore 8-12/15-19
S.Messe: inverno,estivo, feriali 9.00-18.15
Domenica e festivi 7.00-9.30-11-18



Listino prezzi:

Informazioni

Tipologia: Chiesa
 
 
Indirizzo: Via S. Francesco D'Assisi,5
Telefono: 0372 38351
Città: CREMONA - Cremona
 

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