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Chiesa di Santa Margherita

Chiesa Santa Margherita Finale
Tipologia: Chiesa

In essa si sommano gli interessi umanisticoletterari del suo committente, il cremonese Marco Gerolamo Vida, vescovo di Alba, protagonista importante della cultura del Cinquecento , ed i principi architettonici ed artistici del suo realizzatore , Giulio Campi, importante artista e pittore cremonese che in essa esplicò una corposa sintesi del suo straordinario stile pittorico e compositivo.
Se la storia dell'attuale edificio inizia dunque nel 1500 e trova appunto in questo periodo una mirabile unità ideativa ed artistica, la doppia titolazione della chiesa ricorda , secondo le parole di Pellegrino Merula , storico ed erudito seicentesco, le vicende di due monasteri suburbani i quali, entrambi distrutti dalle guerre, cedettero nel XIV secolo a questa piccola chiesa i loro beni e i relativi redditi.Furono probabilmente proprio queste ricche rendite a far ottenere alla chiesa attorno al 1400 il titolo di Priorato ed è appunto con il titolo di priore di S.Margherita, ottenuto nel 1519, che
entra nella storia della chiesa la figura di Marco Gerolamo Vida.Personaggio storico eminente, la cui fama supera gli stretti ambiti locali, Marco Antonio Vida (questo il suo originario nome di battesimo, prima dell'ingresso nel clero) era figlio di una nobile famiglia cremonese , gli Oscasali che possedevano tra l'altro proprietà nel territorio del comune di San Bassano come conferma l'omonimo toponimo di una frazione; dopo una prima educazione classico-letteraria, continuò i suoi studi a Mantova presso i Canonici Lateranensi passando, in seguito, alle università di Padova e Bologna dove compì studi in Filosofia e Legge ed ottenne la laurea in Teologia.Preso l'abito dei Canonici Regolari divenne sacerdote curando di pari passo i suoi impegni religiosi ed il suo amore per la poesia che aveva già prodotto in età giovanile un poemetto, la Scaccheide. Grazie al cardinale Oliviero Carafa, protettore dei Canonici Lateranensi , il Vida va
a Roma ed entra nella corte pontificia di Giulio II continuando ed incrementando la sua attività poetica che lo mise in contatto con i grandi letterati dell'epoca come Baldassar Castiglioni. Su incarico di papa Leone X della famiglia dei Medici e grazie ai buoni uffici dell'amico Giovan Matteo Giberti, segretario del Medici e poi vescovo a Verona, Vida iniziò a comporre la Cristiade, un poema che raccontava in versi la vita di Cristo esaltandone la figura e le opere e che, dopo una lunga gestazione che si concluse solo nel 1535 sotto il pontificato di Clemente VII, altro Medici, gli valse grande fama oltre all'appellativo di Virgilio cristiano.
Divenuto per nomina di Clemente VII nel 1532 vescovo d'Alba, non interruppe i suoi rapporti con Cremona ed il suo territorio a cui lo legava, oltre alla carica di priore della chiesa di S.Margherita, fin dal 1515 il titolo di arciprete della chiesa parrocchiale di S.Dalmazio di Paderno , carica riconfermata nel 1532 e proprio in questa veste il Vida provvide di persona alla sua consacrazione nel 1535.
Sebbene spesso trattenuto a Roma od a Alba dai suoi numerosi impegni religiosi e non, a causa della guerra del Monferrato ritornò a Cremona dove soggiornò più o meno continuativamente per un decennio, dal 1542 al 1552, periodo al quale risale, non solo la sua intensa partecipazione alle varie e complesse sessioni del Concilio di Trento , ma anche due importanti iniziative datate entrambe 1547 : una nuova edizione della Cristiade, stampata nel priorato annesso alla chiesa di S. Margherita, ed appunto il totale rifacimento della chiesa stessa , che fece ricostruire e decorare con affreschi che raccontano la storia di Gesù seguendo proprio la trama della Cristiade. Questa importante impresa di mecenatismo religioso ed artistico che vede Vida committente colto e liberale di Giulio Campi cadeva, poi, in un momento di rapporti particolarmente felici tra Cremona e il presule visto che nel 1549, dopo la morte del vescovo cardinal Pietro Accolti, il Capitolo della Cattedrale e i Decurioni della città lo designarono come suo possibile successore anche se la morte improvvisa di papa Paolo III impedì la concreta realizzazione della proposta . Terminato il Concilio di Trento , mentre Marco Gerolamo Vida tornava ad Alba per dedicarsi alla stesura delle Constitutiones synodales diocesane che saranno vivamente encomiate dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, nella storia della chiesa di S. Margherita entra prepotentemente una nuova funzione scaturita storicamente proprio dal Concilio di Trento e cioè l'erezione, presso la chiesa e l'annesso convento, del Seminario di Cremona avvenuta nel 1589. In realtà per il Seminario si trattava di un trasferimento voluto da Nicolò Sfondrati , lo stesso vescovo che, uno fra i primi in Italia, il 1 dicembre 1566 aveva fondato presso la chiesa e il convento dei SS.Gabriele e Ippolito il Seminario vescovile. Questa funzione di cappella dell'annesso seminario la chiesa di S. Margherita l'ha svolta sino a 1887, cioè sino all'apertura del Seminario di S.Maria della Pace ,l'attuale, nuova e grandiosa costruzione voluta dal vescovo Geremia Bonomelli. Con questo trasferimento iniziava però per la chiesa delle SS. Margherita e Pelagia un lungo periodo di chiusura e di abbandono durante il quale un vecchio problema, l'umidità di risalita dal terreno attraverso la muratura, potè operare indisturbato rovinando pesantemente gli affreschi degli altari laterali e dell'abside.
La riapertura al culto, avvenuta nel 1929 e preceduta da una serie di interventi conservativi, fu voluta dall'allora vescovo Giovanni Cazzani e coincise con la scelta di farla diventare sede privilegiata della devozione a S.Rita da Cascia, santa che viene festeggiata il 22 maggio con la gentile funzione della benedizione delle rose; così oggi in questa chiesa, popolarmente detta di S.Rita, si sovrappongono e confondone le due sante , la martire morta durante il regno di Diocleziano e vera titolare della chiesa, e la più celebre mistica agostiniana che in essa si venera suscitando anche oggi grande e sentita devozione.
Per volontà infine del vescovo Enrico Assi nel 1989 la chiesa delle SS.Margherita e Pelagia è stata eretta a rettoria, cioè essa è una chiesa senza cura d'anime, ma non dipendente da altra chiesa parrocchiale.



Indirizzo: Via Trecchi - CREMONA - Cremona
Telefono: 0372 411263 - 0372 462258
Sito: http://www.diocesidicremona.it
Orario:

Apertura: Annuale
Giorni: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
Orari Festivo: 8.00 - 12.00
Orari Feriale: 8.00 - 19.00


Informazioni

Tipologia: Chiesa
 
 
Indirizzo: Via Trecchi
Telefono: 0372 411263
Città: CREMONA - Cremona
 

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